Abbattuto il bonus maturità, adesso ripensiamo il Numero Chiuso

9 settembre 2013 | Categoria: Comunicato Stampa

Risale a poche ore fa, con il test nazionale per l’ammissione ai corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in corso di svolgimento, la notizia dell’abolizione del bonus maturità.  La misura, che avrebbe legato i risultati dei test d’accesso ai corsi a numero chiuso al voto conseguito all’esame di maturità, avrebbe rappresentato un ulteriore fonte di iniquità, come denunciato da mesi dall’UDU (e come ammesso, infine, dal Ministro stesso), in un sistema universitario già macchiato dall’esistenza di forme di selezione all’ingresso incapaci di dimostrare le vere capacità dei candidati.

L’Unione degli Universitari, poche ore prima della comunicazione del Governo, aveva ribadito l’intenzione di procedere con un maxi ricorso al TAR del Lazio in caso di applicazione del bonus maturità e del sistema dei percentili, e proprio grazie a questa minaccia, la misura è stata abolita a partire già da quest’anno.

Il Gulliver coglie l’occasione per sottolineare i difetti legati al numero chiuso, in quanto lesivo del diritto allo studio: quest'ultimo con una regolamentazione di livello regionale non permette agli studenti, che non hanno certezze su quale sarà la sede Universitaria che li accoglierà, di presentare domanda di borsa di studio per il primo anno. Inoltre questo tipo di selezione si dimostra sempre di più non in grado di applicare un metodo di valutazione oggettivo e idoneo a valutare coloro che si apprestano ad entrare nel mondo universitario.

Un’altra grande vittoria, quindi, per l’Unione degli Universitari, che non ha però intenzione di fermarsi. La lotta per l’abolizione delle forme di accesso programmato rimane una priorità, affinchè l’Università possa finalmente essere accessibile a tutti.

Ad Ancona il test si è svolto senza anomalie ad eccezion del fatto che circa 200 persone sono state escluse dalla prova per errori in fase di iscrizione.

Grande delusione da parte di coloro che solo questa mattina hanno scoperto di non risultare iscritti al test: si sono rivolti all’avvocato ricorsista Bonetti, il quale ha suggerito di contattare le autorità locali per verbalizzare ogni anomalia. E’ intervenuta la Polizia Giudiziaria che ha verificato che l’UNIVPM non ha commesso errori, ma la responsabilità era a carico dei candidati. Il Rettore Pacetti ha convenuto, con dispiacere, di non poter accettare questi concorrenti per non creare un precedente, consigliando di avviare un procedimento legale gerarchico.

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