Decreto Legge n.112

18 luglio 2008 | Categoria: Comunicato Stampa

 

Con la presente la lista di rappresentanza studentesca GULLIVER – SINISTRA UNIVERSITARIA intende esprimere il proprio dissenso nei confronti del Decreto Legge n.112 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 Giugno 2008.

Il panorama universitario che tale Decreto offre è assolutamente allarmante, non solo per la componente studentesca, ma per l’intero mondo accademico. I Governi che si sono succeduti negli ultimi anni, al capitolo “Università e Ricerca”, hanno sempre preferito razionalizzare invece che investire. Ora con questo provvedimento “urgente” si è raggiunto il culmine di questa tendenza. Non possiamo accettare una riduzione così drastica dei finanziamenti al mondo Universitario che tocca, nella previsione dei prossimi cinque anni, il tetto dei 2 miliardi di €, se consideriamo anche il Decreto-Legge n. 93 del 27 Maggio che taglia il 6.78% di alcune voci della scorsa Legge Finanziaria.

I tagli di tali entità al Fondo di Finanziamento Ordinario, la riduzione drastica del personale che porterà oltretutto le Facoltà ad optare per accessi programmati, la “possibilità” per le Università pubbliche di diventare fondazioni private, che possiamo definire anche “costrizione” visti gli ingenti tagli, con il conseguente innalzamento della contribuzione studentesca a percentuali incontrollabili, sono tutti strumenti che rappresentano un vero e proprio scempio dell’Università pubblica e l’inizio del suo affossamento. E’ per questo che come Unione degli Universitari abbiamo aderito alla piattaforma intersindacale definita il 10 Luglio, ed è per questo che vogliamo partecipare attivamente ad alimentare una mobilitazione che comincia ad essere improcrastinabile. Invitiamo pertanto il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche a prendere una posizione di chiara e forte contrarietà verso tali provvedimenti, perchè riteniamo che l’unica strada percorribile per evitare tale disastro dell’Università pubblica sia una opposizione unitaria di tutte le componenti dell’intero mondo accademico.

Per quel che ci riguarda, qualora la legge di conversione non dovesse contenere modifiche sostanziali agli articoli che investono l’Università, intendiamo proclamare, alla riapertura delle aule di lezione, lo stato di agitazione.

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