Testo Legge n. 264/1999

26 gennaio 2010 | Categoria: Didattica

 

LEGGE 2 agosto 1999, n. 264
Norme in materia di accessi ai corsi universitari G.U. n. 183 del 6-8-1999
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
promulga la seguente legge:

Art 1

1. Sono programmati a livello nazionale gli accessi:
a) ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria, in architettura,
nonché ai corsi di diploma universitario, ovvero individuati come di primo livello in applicazione dell'articolo 17,
comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127, e successive modificazioni, concernenti la formazione del personale
sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n.502, e successive modificazioni, in conformità alla normativa comunitaria vigente e alle
raccomandazioni dell' Unione europea che determinano standard formativi tali da richiedere il possesso di specifici
requisiti;
b) ai corsi di laurea in scienza della formazione primaria e alle scuole di specializzazione per l'insegnamento
secondario, di cui, rispettivamente, all'articolo 3, comma 2, e all'articolo 4, comma 2, della legge 19 novembre 1990,
n.341;
c) ai corsi di formazione specialistica dei medici, disciplinati ai sensi del decreto legislativo 8 agosto 1991, n.257;
d) alle scuole di specializzazione per le professioni legali, disciplinate ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo 17
novembre 1997, n.398;
e) ai corsi universitari di nuova istituzione o attivazione, su proposta delle università e nell'ambito della
programmazione del sistema universitario, per un numero di anni corrispondente alla durata legale del corso.

 

Art.2.
1. Sono programmati dalle università gli accessi:
a) ai corsi di laurea per i quali l'ordinamento didattico preveda l'utilizzazione di laboratori ad alta specializzazione, di
sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati;
b) ai corsi di diploma universitario, diversi da quelli di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), per i quali l'ordinamento
didattico prevede l'obbligo di tirocinio come parte
integrante del percorso formativo, da svolgere presso strutture diverse dall'ateneo;
c) ai corsi o alle scuole di specializzazione individuate dai decreti attuativi delle disposizioni di cui all'articolo 17,
comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127, e successive modificazioni.
2. Sono programmati dall'università di Trieste gli accessi al corso di laurea in scienze internazionali e diplomatiche con
sede in Gorizia, in ragione dei particolari compiti di collaborazione transfrontaliera e internazionale adempiuti da tale
corso.

 

Art.3.
1. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, nell'emanazione e nelle modificazioni del
regolamento di cui all'articolo 9, comma 4, della legge 19 novembre 1990, n.341, come modificato dall'articolo 17,
comma 116, della legge 15 maggio 1997, n.127, si conforma alle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 della presente
legge e si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) determinazione annuale, per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a)e b), del numero di posti a livello
nazionale con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentiti gli altri Ministri
interessati, sulla base della valutazione dell'offerta potenziale del sistema universitario, tenendo anche conto del
fabbisogno di professionalità del sistema sociale e produttivo;
b) ripartizione dei posti di cui alla lettera a) tra le università, con decreto del Ministro dell' università e della ricerca
scientifica e tecnologica, tenendo conto dell'offerta potenziale comunicata da ciascun ateneo e dell'esigenza di
equilibrata attivazione dell' offerta formativa sul territorio;
c) determinazione da parte delle università dei posti relativi ai corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e), nonché di
cui all'articolo 2, previa valutazione della propria offerta potenziale;
d) previsione di attività di informazione e orientamento degli studenti da parte degli atenei e del Ministero
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, introduzione graduale dell'obbligo di preiscrizione alle
università, monitoraggio e valutazione da parte del citato Ministero dell'offerta potenziale degli atenei.
2. La valutazione dell'offerta potenziale, al fine di determinare i posti disponibili di cui alle lettere a), b)e C) del comma
1, è effettuata sulla base:
a) dei seguenti parametri :
1) posti nelle aule;
2) attrezzature e laboratori scientifici per la didattica;
3) personale docente;
4) personale tecnico;
5) servizi di assistenza e tutorato;
b) del numero dei tirocini attivabili e dei posti disponibili nei laboratori e nelle aule attrezzate per le attività pratiche,
nel caso di corsi di studio per i quali gli ordinamenti didattici prevedono l'obbligo di tirocinio come parte integrante del
percorso formativo, di attività tecnico-pratiche e di laboratorio;
c) delle modalità di partecipazione degli studenti alle attività formative obbligatorie, delle possibilità di organizzare, in
più turni, le attività didattiche nei laboratori e nelle aule attrezzate, nonché dell'utilizzo di tecnologie e metodologie per
la formazione a distanza.

 

Art.4
1. L'ammissione ai corsi di cui agli articoli 1 e 2 è disposta dagli atenei previo superamento di apposite prove di cultura
generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le
discipline oggetto dei corsi medesimi, con pubblicazione del relativo bando almeno sessanta giorni prima della loro
effettuazione, garantendo altresì la comunicazione dei risultati entro i quindici giorni successivi allo svolgimento delle
prove stesse. Per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), il Ministro dell'università e della ricerca scientifica
e tecnologica determina con proprio decreto modalità e contenuti delle prove di ammissione, senza oneri aggiuntivi per
il bilancio dello Stato.
2. I requisiti di ammissione alle tipologie di corsi e titoli universitari, da istituire con le procedure di cui all'articolo 17,
comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127, e successive modificazioni, in aggiunta o in sostituzione a quelli previsti
dagli articoli 1,2, 3, comma 1, e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n.341, sono determinati dai decreti di cui al
citato articolo 17, comma 95, della legge n.127 de11997, i quali comunque non possono introdurre fattispecie di corsi
ad accesso programmato ulteriori rispetto a quanto previsto dalla presente legge.

 

Art.5.
1. Sono regolarmente iscritti ai corsi universitari per il rilascio dei titoli di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b),
della legge 19 novembre 1990, n.341, gli studenti nei confronti dei quali i competenti organi di giurisdizione
amministrativa, anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano emesso ordinanza di
sospensione dell'efficacia di atti preclusivi della iscrizione ai predetti corsi. Sono validi ai sensi e per gli effetti della
legislazione universitaria gli esami sostenuti dagli studenti di cui al presente articolo.
2. Sono altresì regolarmente iscritti ai corsi universitari di cui al comma 1 gli studenti che siano stati comunque
ammessi dagli atenei alla frequenza dei corsi dell'anno accademico 1998-1999 entro il 31 marzo 1999.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e), acquistano efficacia a decorrere dall'anno accademico 2000-
2001.
4. Fino alla data di entrata in vigore di specifiche modificazioni del regolamento adottato con decreto del Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 211uglio 1997, n.245, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.175
del 29 luglio 1997, le università determinano i posti per i corsi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), e comma 2,
conformandosi ai criteri di cui all'articolo 3, comma 2, e disponendo prove d'ammissione ai sensi dell'articolo 4, comma
1.

 

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 

 

Data a Roma, addì 2 agosto 1999
CIAMPI
D'ALEMA, Presidente del Consiglio dei Ministri
ZECCHINO, Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica

 

 
NOTE
Avvertenza
Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, si.
1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l'efficacia
Nota all'articolo 1:
Il comma 95, dell'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell'attività
amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo) reca: "95. L'ordinamento degli studi dei corsi di diploma
universitario, di laurea e di specializzazione di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341, è
disciplinato dagli atenei, con le modalità di cui all'articolo 11, commi 1 e 2, della predetta legge, in conformità a criteri
generali definiti, nel rispetto della normativa comunitaria vigente in materia, sentiti il Consiglio universitario nazionale
e le Commissioni parlamentari competenti, con uno o più decreti del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica, di concerto con altri Ministri interessati, limitatamente ai criteri relativi agli ordinamenti per i quali il
medesimo concerto è previsto alla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero da dispoSizioni dei commi da
96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui al presente comma determinano altresì:
a) la durata, il numero minimo di annualità e i contenuti minimi qualificanti per ciascun corso di cui al presente comma,
con riferimento ai settori scientifico-disciplinari;
b) modalità e strumenti per l'orientamento e per favorire la mobilità degli studenti, nonché la più ampia informazione
sugli ordinamenti degli studi, anche attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e telematici;
c) modalità di attivazione da parte di università italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi universitari di
cui al presente comma, nonché di dottorati di ricerca, anche in deroga alle disposizioni di cui al Capo II del Titolo III
del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382:"
Il testo del comma 3, dell'articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in
materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) reca:
"3. A norma dell'art. 1, lettera o), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, la formazione del personale sanitario
infermieristico, tecnico e della riabilitazione avviene in sede ospedaliera ovvero presso altre strutture del Servizio
sanitario nazionale e istituzioni private accreditate. I requisiti di idoneità e l'accreditamento delle strutture sono
disciplinati con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica d'intesa con il Ministro della
sanità. Il Ministro della sanità individua con proprio decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili. Il
relativo ordinamento didattico è definito, ai sensi dell'art. 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341, con decreto del
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica emanato di concerto con il Ministro della sanità. Per tali
finalità le regioni e le università attivano appositi protocolli di intesa per l'espletamento dei corsi di cui all'art. 2 della
legge 19 novembre 1990, n. 341. La titolarità dei corsi di insegnamento previsti dall'ordinamento didattico universitario
è affidata di norma a personale del ruolo sanitario dipendente dalle strutture presso le quali si svolge la formazione
stessa, in possesso dei requisiti previsti. I rapporti in attuazione delle predette intese sono regolati con appositi accordi
tra le università, le aziende ospedaliere, le unità sanitarie locali, le istituzioni pubbliche e private accreditate e gli istituti
di ricoVero e cura a carattere scientifico. I diplomi conseguiti sono rilasciati a firma del responsabile del corso e del
rettore dell'università competente. L' esame finale, che consiste in una prova scritta ed in una prova pratica, abilita
all'esercizio professionale. Nelle commissioni di esame è assicurata la presenza di rappresentanti dei collegi
professionali, ove costituiti. I corsi di studio relativi alle figure professionali individuate ai sensi del presente articolo e
previsti dal precedente ordinamento che non siano stati riordinati ai sensi del citato art. 9 della legge 19 novembre 1990,
n. 341, sono soppressi entro due anni a decorrere dallo gennaio 1994, garantendo, comunque, il completamento degli
studi agli studenti che si iscrivono entro il predetto termine al primo anno di corso. A decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, per l'accesso alle scuole ed ai corsi disciplinati dal precedente ordinamento è in ogni caso
richiesto il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado di durata quinquennale. Alle scuole
ed ai corsi disciplinati dal precedente ordinamento e per il predetto periodo temporale possono accedere gli aspiranti che
abbiano superato il primo biennio di scuola secondaria superiore per i posti che non dovessero essere coperti dai
soggetti in possesso del diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado."
Si riporta il testo dell'articolo 3, comma 2 e dell'articolo 4, comma 2 della legge 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma
degli ordinamenti didattici universitari):
"Art. 3. 2. Uno specifico corso di laurea, articolato in due indirizzi, è preordinato alla formazione culturale e
professionale degli insegnanti, rispettivamente, della scuola materna e della scuola elementare, in relazione alle norme
del relativo stato giuridico. Il diploma di laurea costituisce titolo necessario, a seconda dell'indirizzo seguito, ai fini
dell'ammissione ai Concorsi a posti di insegnamento nella scuola materna e nella scuola elementare. Il diploma di laurea
dell'indirizzo per la formazione culturale e professionale degli insegnanti della scuola elementare costituisce altresì
titolo necessario ai fini dell'ammissione ai Concorsi per l'accesso a posti di istitutore o istitutrice nelle istruzioni
educative dello Stato. I Concorsi hanno funzione abilitante. Ai due indirizzi del corso di laurea contribuiscono i
dipartimenti interessati; per il funzionamento dei predetti corsi sono utilizzati le strutture e, con il loro consenso, i
professori ed i ricercatori di tutte le facoltà presso cui le necessarie competenze sono disponibili."
"Art. 4. 2. Con una specifica scuola di specializzazione articolata in indirizzi, cui contribuiscono le facoltà ed i
dipartimenti interessati, ed in particolare le attuali facoltà di magistero, le università provvedono alla formazione, anche
attraverso attività di tirocinio didattico, degli insegnanti delle scuole secondarie, prevista dalle norme del relativo stato
giuridico.
L'esame finale per il conseguimento del diploma ha valore di esame di Stato ed abilita all'insegnamento per le aree
disciplinari cui si riferiscono i relativi diplomi di laurea. I diplomi rilasciati dalla scuola di specializzazione
costituiscono titolo di ammissione ai corrispondenti Concorsi a posti di insegnamento nelle scuole secondarie."
Il decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257, riguarda: " Attuazione della direttiva n. 82/76/CEE Consiglio del 26
gennaio 1982, recante modifica di precedenti direttive in tema di formazione dei medici specialisti. a norma dell'art. 6
della legge 29 dicembre 1990, n. 428 (Legge comunitaria1990)".
L'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398 (Modifica alla disciplina del concorso per uditore
giudiziario e norme sulle scuole di specializzazione per le professioni legali, a norma dell'articolo 17, commi 113 e 114,
della L. 15 maggio 1997, n. 127) è il seguente:
"Art. 16. 1. Le scuole biennali di specializzazione per le professioni legali sono disciplinate, salvo quanto previsto dal
presente articolo, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341
2. Le scuole biennali di specializzazione per le professioni legali, sulla base di modelli didattici omogenei i cui criteri
sono indicati nel decreto di cui all'articolo 17, comma 114, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e nel contesto
dell'attuazione della autonomia didattica di cui all'articolo 17, comma 95, della predetta legge, provvedono alla
formazione comune dei laureati in giurisprudenza attraverso l'approfondimento teorico, integrato da esperienze pratiche,
finalizzato all'assunzione dell' impiego di magistrato ordinario o all' esercizio delle professioni di avvocato o notaio.
L'attività didattica per la formazione comune dei laureati in giurisprudenza" svolta anche da magistrati, avvocati e notai.
Le attività pratiche, previo accordo o convenzione, sono anche condotte presso sedi giudiziarie, studi professionali e
scuole del notariato, con lo specifico apporto di magistrati, avvocati e notai.
3. Le scuole di cui al comma I sono istituite, secondo i criteri indicati nel decreto di cui all'articolo 17, comma 114,
della legge 15 maggio 1997, n. 127, dalle università, sedi di facoltà di giurisprudenza, anche sulla base di accordi e
convenzioni interuniversitari, estesi, Se del caso, ad altre facoltà con insegnamenti giuridici.
4. Nel consiglio delle scuole di specializzazione di cui al comma 1 sono presenti almeno un magistrato ordinario, un
avvocato ed un notaio.
5 .Il numero dei laureati da ammettere alla scuola, è determinato con decreto del Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, in misura non inferiore al dieci per cento del
numero complessivo di tutti i laureati in giurisprudenza nel corso dell'anno accademico precedente, tenendo conto,
altresì, del numero dei magistrati cessati dal servizio a qualunque titolo nell'anno precedente aumentato del venti per
cento del numero di posti resisi vacanti nell'organico dei notai nel medesimo periodo, del numero di abilitati alla
professione forense nel corso del medesimo periodo e degli altri sbocchi professionali da ripartire per ciascuna scuola di
cui al comma 1, e delle condizioni di ricettività delle scuole.
L'accesso alla scuola avviene mediante concorso per titoli ed esame. La Composizione della commissione esaminatrice,
come pure il contenuto delle prove d'esame ed i criteri oggettivi di valutazione delle prove, è definita nel decreto di cui
all'articolo 17, comma 114, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Il predetto decreto assicura la presenza nelle
commissioni esaminatrici di magistrati, avvocati e notai.
6. Le prove di esame di cui al comma 5 hanno contenuto identico sul territorio nazionale e si svolgono in tutte le sedi
delle scuole di cui al comma 3. La votazione finale è espressa in sessantesimi. Ai fini della formazione della
graduatoria, si tiene conto del punteggio di laurea e del curriculum degli studi universitari, valutato per un massimo di
dieci punti.
7. Il rilascio del diploma di specializzazione è subordinato alla certificazione della regolare frequenza dei corsi, al
superamento delle verifiche intermedie, al superamento delle prove finali di esame.
8. Il decreto di cui all'art. 17, comma 114, della L. 15 maggio 1997, n. 127, è emanato sentito il Consiglio superiore
della magistratura."
Nota all'articolo 2:
Per il testo del comma 95, dell'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127 si veda la nota all'articolo.
Nota all'articolo 3:
Si riporta il testo del comma 4, dell'articolo 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341, come modificato dall'articolo 17,
comma 116, della legge 15 maggio 1997, n. 127:
4. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica definisce, su conforme parere del CUN, i criteri
generali per la regolamentazione dell'accesso alle scuole di specializzazione ed ai corsi universitari, anche a quelli per i
quali l'atto emanato dal Ministro preveda una limitazione nelle iscrizioni."
Nota all'articolo 4:
Per il testo del comma 95, dell'articolo 17 della legge 15 maggio 1997 n, 127 si veda la nota all'articolo I.
Si riporta il testo degli articoli 1, 2, 3, comma 1, e 4, comma i della legge 19 novembre 1990, n. 341: "Art. 1.- 1. Le
università rilasciano i seguenti titoli: a) diploma universitario (DU); b) diploma di laurea (DL);
c) diploma di specializzazione (Ds); d) dottorato di ricerca (DR)."
"Art. 2. 1. Il corso di diploma si svolge nelle facoltà, ha una durata non inferiore a due anni e non superiore a tre, e
comunque corrispondente a quella eventualmente stabilita dalle norme della Comunità economica europea per i diplomi
universitari di primo livello ed ha il fine di fornire agli studenti adeguata conoscenza di metodi e contenuti culturali e
scientifici orientata al conseguimento del livello formativo richiesto da specifiche aree professionali.
2. Le facoltà riconoscono totalmente o parzialmente gli studi compiuti nello svolgimento dei curricula previsti per i
corsi di diploma universitario e per quelli di laurea ai fini del proseguimento degli studi per il conseguimento,
rispettivamente, delle lauree e dei diplomi universitari affini, secondo criteri e modalità dettati con i decreti di cui
all'articolo 9, comma 1, fermo restando in ogni caso I'obbligo di tale riconoscimento."
"Art. 3. 1. Il corso di laurea si svolge nelle facoltà, ha una durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sei ed ha
il fine di fornire agli studenti adeguate conoscenze di metodi e contenuti culturali, scientifici e professionali di livello
superiore."
"Art. 4. 1. Il diploma di specializzazione si consegue, successivamente alla laurea, al termine di un corso di studi di
durata non inferiore a due anni finalizzato alla formazione di specialisti in settori professionali determinati, presso le
scuole di specializzazione di cui al D.P.R. 10 marzo 1982, n.162."
Nota all'articolo 5:
Per il testo dell'articolo 1, comma 1, lettere a) e b) della legge 19 novembre 1990, n. 341 si
veda la
nota all'articolo 4.
Il decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica del 211uglio 1997, n.245 reca:
"Regolamento recante norme in materia di accessi all'istruzione universitaria e di connesse attività di orientamento."
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