Sicurezza o speculazione?

28 gennaio 2010 | Categoria: Ingegneria
Da settembre di quest’anno, le giornate degli studenti universitari sono state segnate notevolmente dal timore di vedere rimossa la propria auto. Timore inevitabilmente mutato in cupa indignazione a causa di ciò che è passato da un lecito desiderio di ordine e sicurezza ad un’azione sconsiderata di rimozioni selvagge.
Gli studenti disorientati hanno così iniziato a segnalare la situazione ai rappresentanti della lista Gulliver: prontamente abbiamo sollecitato tutti gli organi di competenza affinché si riveda il contratto che regolamenta il servizio di rimozione.
Ciò che ci sgomenta in primis riguarda l’onere dei 60 euro e l'obbligo del tempestivo pagamento per il riottenimento del mezzo, specie considerando che si tratta di studenti che non sempre dispongono di una somma del genere, soprattutto nell’immediato.
Ci siamo inoltre attivati per il ripristino immediato del servizio di rimozione all'interno dell'area parcheggi riservata ai docenti e per eludere l'applicazione delle ganasce sulle auto difficoltose da rimuovere dal carro attrezzi.
Per queste due ultime richieste, il Gulliver ha subito ottenuto rivendicazione; questo perché era palesemente irragionevole, da parte dell'Amministrazione Centrale, farsi scudo delle normative di sicurezza circa la necessità di garantire la circolazione di eventuali mezzi di emergenza, per giustificare la diseguaglianza tra docenti e studenti e l'utilizzo di in uno strumento che blocca e rovina le auto, non libera il passaggio.
 
A nostro avviso nessuna soluzione può comunque tradursi in una rimozione priva di criterio sulle spalle (e nel portafoglio) degli studenti!
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