Contro la CEPU

8 marzo 2007 | Categoria: Prima Pagina

Il business dei corsi privati

102 sedi. 180 miliardi di fatturato. 9 milioni per l'iscrizione. E sponsor da Del Piero a Di Pietro. Il discusso boom del Cepu di Maria Simonetti Sui manifesti troneggiano fianco a fianco un volto noto e uno sconosciuto. Quello noto è di Alex Del Piero, stella della Juventus. Quello mai visto, della sua tutoressa. Insieme pubblicizzano il Cepu, Consorzio europeo per la preparazione universitaria, di cui il calciatore è testimonial, nonché allievo. Tenace, a quanto pare: tanto da mirare davvero a una laurea. Almeno così giura la tutor in questione, Cristina Bonino: «È uno studente che viene da noi con regolarità, di solito verso le sei di sera", racconta. E aggiunge che il cosiddetto Pinturicchio starebbe preparando per maggio l'esame di Storia contemporanea: facoltà di Sociologia di Urbino.

Un altro esimio sponsor Cepu è il motociclista Valentino Rossi. E ancor prima di lui, tra i suoi "amici" il Cepu ha potuto vantare il senatore Antonio Di Pietro, da anni sostenitore del Consorzio, che ancora una settimana fa a palazzo Benincasa, sede Cepu di Ancona, ha arringato la platea su temi di giustizia e cooperazione internazionale.

Ma cosa c'è dietro questa sigla, Cepu, novello tormentone sui muri di tutta Italia? Nato nel 1995 per volontà dell'imprenditore Francesco Polidori, che ne ospita la direzione generale in un piano del suo lussuosissimo Hotel Borgo Palace di Sansepolcro, vicino ad Arezzo, l'istituto privato aiuta a suon di milioni gli studenti a preparare esami universitari.

Oggi vanta ”102 sedi, un fatturato annuo di 180 miliardi, più di 80 mila iscritti, 22 mila esami superati nello scorso anno”, spiega il responsabile nazionale Stefano Campogrande, "di cui l'85 per cento al primo appello". Una potenza. La cui forza sta tutta nei 3.200 tutor: giovani laureati non assunti, ma arruolati come collaboratori.

Lo studente che chiede aiuto al Cepu, età media 26 anni e non lavoratore, sottoscrive un contratto per minimo tre esami al prezzo di 9 milioni di vecchie lire. Se è promosso a un esame, il suo tutor viene pagato per intero (circa 700 mila lire lorde per 20 lezioni: una metà all'inizio e l'altra alla promozione). Se viene bocciato, il tutor incassa il 75 per cento del compenso, e il premio totale lo vedrà solo e quando lo studente ce la farà. Postilla, non da poco: per l'asinello che getti la spugna prima di passare gli esami, non c'è rimborso.

Tutti i soldi degli istituti privati

L'Udu, l'Unione degli universitari, in 30 città italiane sta mettendo in piedi dei comitati anti-Cepu. E ha allestito un sito web, in pochi mesi riempito di strali online di molti delusi dall'istituto. “La nostra è una campagna politica per denunciare una struttura che vive sulle spalle degli studenti e sulle disfunzioni della struttura universitaria, carente di corsi per studenti lavoratori, di docenti, e in cui il tutoraggio, previsto per legge, è rimasto pressoché lettera morta”, dice Francesco Sinopoli, presidente nazionale dell'Udu. Che intanto, per correre ai ripari, ha creato in 15 città un'associazione non profit, la Mutua studentesca, che aiuta nell'orientamento e offre ripetizioni a prezzo politico.

Ma non basta. Il prosperare del Cepu e il proliferare di istituti affini ha messo in allarme anche il Murst, il ministero dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica: «Pur non avendo notizie di abusi, abbiamo richiamato tutti gli atenei a vigilare perché non ci siano rapporti tra chi collabora all'attività didattica universitaria e il Cepu, o altre iniziative private e speculative", avverte il sottosegretario Luciano Guerzoni.

E anche la Conferenza dei rettori, come racconta il presidente Luciano Modica, «ha approvato una mia lettera in cui si sollecita maggiore attenzione a queste società che vendono servizi di preparazione agli esami: “chiunque abbia rapporti con loro, rischia il licenziamento”.

Il Cepu, da parte sua, respinge i sospetti: “Per contratto i nostri tutor dichiarano di non avere nulla a che vedere con le università”, spiega Campogrande. E mostra la stessa tranquillità anche quando gli si ricorda l'accusa di frode fiscale per cui il fondatore Cepu, Francesco Polidori, è ancora indagato: “Sono fatti vecchi, del '93, prima che il Cepu nascesse”, replica. Anzi, a sentire Campogrande il Cepu è benemerito. Di statistiche sui laureati afferma di non averne a disposizione. Riconosce che la percentuale di reiscrizione è bassina, attorno al 20 per cento. Ma esulta: "Se non si riiscrivono, è perché i nostri studenti, grazie al nostro metodo, imparano presto a camminare con le loro gambe”. E aggiunge fiero: ”Collaboriamo con vari rettori; e l'università, dove ci conosce, ci ama”.

Quali università? Quella di Lecce, ad esempio, dove, come racconta a "L'Espresso" un funzionario dell'amministrazione, "otto mesi fa è arrivato un bando di concorso con cui il Cepu ha messo a disposizione due borse di studio di un milione di lire l'una per laureati e laureandi. Su loro richiesta un nostro docente ha fatto parte della commissione esaminatrice. Alla fine, le borse sono state assegnate al nostro ateneo". Tutt'altra storia all'Università di Macerata. Il rettore, Alberto Febbraio, dice: “Non mi consta che come ateneo abbiamo rapporti con il Cepu". Anche se poi, a una festa di laureandi del Cepu, alla discoteca La Tartaruga, c'era anche lui.

Il mercato delle lauree

Ha fatto scuola, il Cepu. Il mercato della laurea tira, e i doposcuola universitari a pagamento prolificano. Rivale giurato del Cepu è l'Ime, Istituto multidisciplinare europeo di Ancona, fondato nel 1989 da Maurizio Conte. Che spiega: “Al contrario del Cepu, noi abbiamo solo cinque tutors, ma assunti a tempo pieno, laureati da 108 in su. Curiamo solo due corsi di laurea, scienze politiche e sociologia, senza frequenza obbligatoria, e ci rivolgiamo a studenti che lavorano: non a studenti pigri”.

L'Ime segue circa 450 studenti iscritti esclusivamente all'Università di Urbino e offre un minimo di tre esami per 4 milioni (31 milioni l'intero corso). Quello che l'Ime non offre è lal tesi di laurea, che, spiega Conte, "è un adempimento asclusivamente personale" All'Athenea, invece, 50 sedi in franchising, il pacchetto prevede cinque esami a 9 milioni e mezzo.

Per studenti medi e superiori in difficoltà a Roma c'è addirittura un pronto soccorso telefonico: che è stato chiamato ProntoProf. Si paga un abbonamento e al primo dubbio si telefona a “professori altamente qualificati”, come recita il dépliant. Infine, occhio a Internet: dove è possibile consultare Learning online  è un istituto di formazione universitaria in Rete. Tutto da sperimentare.

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