Contro la privatizzazione

2 aprile 2007 | Categoria: Ateneo, Prima Pagina

No alla privatizzazione dei servizi


La Lista Gulliver – Sinistra Universitaria – boccia le volontà dell’E.R.S.U. – ente regionale per il diritto allo studio universitario- sull’esternalizzazione dei servizi erogati agli studenti.

GLI ERSU dei vari Atenei hanno aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi erogati.

Ancona, 18 gennaio 2007:   La decisione dei presidenti degli ersu regionali di esternalizzare i servizi Mensa e Dormitori, attraverso delle società a partecipazione pubblica e privata, ci lascia interdetti.

Con una rapidità impressionante, non certo da ente pubblico, si è passati dalla fase di progetto dove tutto è teoria e di norma bel lungi dall’esser messo in pratica, a quella applicativa, senza che nessuna parte sociale fosse stata contattata. Non i sindacati dei lavoratori degli ERSU ne tantomeno gli studenti che risultano essere la sola e vera causa  dell’esistenza degli enti stessi.

La Lista Gulliver che dal 1987 rappresenta gli studenti alla Politecnica delle Marche, vuole mettere in evidenza il proprio parere FORTEMENTE NEGATIVO sulla scelta che gl’enti stanno portando avanti.

Le motivazioni che ci spingono a essere contrari ad una privatizzazione dei servizi sono semplici ma imprescindibili.

 

L’ ERSU è un ente che esiste per garantire che un DIRITTO COSTITUZIONALE come il diritto allo studio, venga erogato. Non è pensabile che un privato LUCRI su un servizio di questo tipo.

 

L’ ERSU è un ente che va finanziato adeguatamente (DA DIECI ANNI si vede ridurre i finanziamenti!!!)  Per questo i Direttori e i Presidenti devono farsi carico, di fronte agli Assessori Regionali competenti, di fronte a tutta la Giunta Regionale e se necessario di fronte al Governo Centrale,  di far arrivare più fondi!

 

La qualità del servizio mensa offerto da un privato E’ SEMPRE più scadente di quello offerto (e quindi gestito) dall’ente pubblico perché non ci sono vincoli sulle derrate alimentari.  Gli studenti di Ancona sono gli unici nella regione ad aver provato il servizio “futuro” nella mensa privata di via Matteotti e non ne sono soddisfatti.

 

L’attuale esperienza dice che il  costo di un pasto offerto dall’ente è di 1,6 € superiore a  quello offerto dal privato senza considerare che quest’anno scadrà la concessione per la ditta che gestisce la suddetta mensa e che quindi questa differenza si assottiglierà per via del nuova bando di gara, e che in questo calcolo non è ammortizzato il costo dell’edificio e delle attrezzature che sono state acquistate dell’ente e date in comodato d’uso gratuito al gestore privato. Per la maggior esperienza accumulata proprio ad Ancona, possiamo affermare che questa cifra non ci sembra possa essere sufficiente a giustificare il passaggio da un gestore pubblico ad uno privato, che dovrà porre sopra a tutto il suo fine lucrativo..

 

Gli Studentati rimessi a nuovo con soldi pubblici e gestiti da privati costeranno di più per gli studenti che ci risiedono in affitto. Ad oggi non esistono progetti realistici di investimenti privati per il riammodernamento dei dormitori. Siamo sicuri che Buoni Samaritani non esistano e questa sia la solita mossa per far arrivare più soldi nelle casse di questi fantomatici “benefattori”.

 

L’esistenza di questi enti si basa sull’OFFRIRE DIRITTI

 costituzionalmente garantiti e la cui erogazione non

 DEVE AVERE UN FINE lucrativo ma SOCIALE.

 

Quello che ci stupisce/STORDISCE di più è il radicale CAMBIAMENTO di “filosofia” gestionale degli ERSU. Il sempre maggiore disimpegno dalle responsabilità non può che lasciarci esterrefatti e se gli attuali Amministratori non riescono a gestire gli enti e credono che la strada da perseguire sia quella della privatizzazione, forse è arrivato il momento che si facciano da parte e lascino il loro posto ad altri che ne abbiano la competenza e soprattutto che abbiano la coerenza di amministrare un ente che fonda la sua ragione d’essere nel diritto allo studio Costituzionalmente Garantito.

Stiamo anche preparando delle manifestazioni, dei presìdi davanti alle mense e davanti alla regione per far capire ai “nostri” amministratori/dipendenti che non ci fermeremo nell’opposizione a questa scelta.

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