I danni della Moratti

19 aprile 2007 | Categoria: Ateneo, Prima Pagina

Il Ministro Moratti non poteva proprio evitare di mettere le mani anche sull'Università… e così oltre a dilettarsi nel tagliare i fondi agli Atenei ha ben pensato di gettarli nuovamente nel caos… con una controriforma degna della propria cultura politica: una selezione che, conoscendo le radici della nostra cara Ministra (Comunione e Liberazione e Opus Dei) non può essere darwiniana, ma che in realtà lo sembra.

Ma vediamo in breve come viene modificato l'assetto del sistema universitario:
Si introduce il famoso modello a Y nella laurea di primo livello: un primo anno comune (corrispondente a 60 crediti formativi) e poi una selezione con la diramazione nei due percorsi, uno professionalizzante e uno metodologico.
Poi ci sarà un'ulteriore selezione alle specialistiche (ribattezzate Lauree Magistralis). Esse saranno riservate agli eccellenti, e se c'era qualche speranza di combattere il numero chiuso ora il Ministero dà il preciso ordine agli atenei di "stabilire per ogni corso di laurea magistralis, specifici criteri di accesso che prevedono, comunque, il possesso di requisiti curriculari e l'adeguatezza della personale preparazione verificata dagli atenei, con modalità definite nei regolamenti didattici.", modifica che sottolinea in senso maggiormente restrittivo l'indicazione presente nell'attuale testo.

Sono già preannunciate modifiche alle Classi di Laurea con un conseguente cambiamento nei contenuti dei corsi e una nuova ondata di caos nei piani di studio. Ci vogliono gettare in un ulteriore e interminabile periodo transitorio… con una divaricazione radicale della triennale sullo stile della riforma della scuola (qualcuno si professionalizza e va a lavorare, qualcun altro acquisisce competenze di base e continua negli studi).

E i tempi della controriforma?
Il testo della controriforma è difatto composto da una serie di emendamenti al DM 509, il decreto che istituiva la riforma Zecchino, meglio nota come 3+2. Basta che il Ministro licenzi un nuovo Decreto Ministeriale (DM) che emenda quello precedente per poter modificare l'assetto universitario. Per poter emanare questo DM c'è bisogno dei pareri di CUN, CRUI, CNSU, CNVSU, Commissione Istruzione di Camera e Senato, Consiglio di Stato.Per ottenere questi pareri possono essere necessari da 3 mesi a 6 mesi. Per cui potrebbe accadere che venga approvato prima dell'estate.

E quindi???
Sta a noi ora cercare di capire al più presto come muoverci negli atenei per ridare la parola agli studenti: non sarà la "selezione in stile Moratti" a risolvere i problemi aperti dall'applicazione della riforma Zecchino, devono essere gli atenei a rimboccarsi le maniche per rivedere la riforma e offrire a tutti una preparazione dignitosa e una didattica di qualità.

Al Governo spetta di finanziare l'Università, non di continuare a gettarla nel caos.

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