I problemi del numero chiuso

19 aprile 2007 | Categoria: Ateneo, Prima Pagina

La riforma Zecchino/Berlinguer ha già indebolito il ruolo dei Rappresentanti degli Studenti, relegando di conseguenza tutta la categoria degli studenti in una specie di "riserva indiana".
Inoltre non siamo coinvolti dagli organi istituzionali in una discussione trasparente sulla ormai certa Riforma Moratti, l’ennesima "sperimentazione" sempre e solo sulla pelle degli studenti.
 

La Riforma Moratti si sta dimostrando il cavallo di Troia per far entrare il numero chiuso nella nostra Facoltà.

Il Consiglio di Facoltà ha infatti stabilito che dal prossimo Anno Accademico verrà introdotto il numero chiuso al CL Ingegneria Informatica e dell’Automazione (150 iscritti, gli altri verranno deportati a Fermo, sede universitaria del nostro Ateneo, dove potranno seguire lo stesso corso) ed Ingegneria Edile – Architettura vedrà ridotti gli accessi da 144 a 100.

Perchè?
Per non poter assumere altri docenti a causa del taglio dei fondi che il Governo Berlusconi (?) ha effettuato. La Moratti ha emanato nel 2001 i criteri per il finanziamento governativo dei corsi universitari, criteri che fissano un massimo di studenti (150 immatricolati per i corsi di primo livello) per un determinato numero di docenti (7); superare tale massimo, anche di una sola unità implica o l’assunzione di altri docenti (per riequilibrare i parametri) o istituire il numero chiuso in quel corso. In un momento come questo in cui sicuramente l’Università non ha i fondi per assumere altri docenti, la scelta della Facoltà è stata quella di tagliare i corsi. La Lista Gulliver da sola si è opposta nel CdF del 13 Aprile a tale scelta, successivamente ha svolto un’assemblea interna dei propri rappresentanti durata dalle 20.00 del 14 Aprile alle 04.00 a.m. (presso la nostra sede di via Saffi) , ed il giorno 15 Aprile ha ribadito la sua posizione in Senato Accademico, presentando anche una serie di soluzioni alternative, all’istituzione del numero chiuso, soluzioni che seppur ritenute dal Senato "intelligenti" sono state bocciate. Ad oggi sono emerse speranze che almeno per Ingegneria Informatica si possa fare marcia indietro, o perlomeno applicare un criterio meno "barbaro" di quello temporale (i primi 150 ad Ancona, gli altri a Fermo).

Cosa ci aspettiamo nel prossimo futuro?
La Riforma Moratti lascia mano libera agli Atenei sul numero chiuso, e questo ovunque si sia già verificato è significato aumento delle tasse universitarie (matematico, se diminuiscono gli studenti… si alzano le tasse). I problemi che la nostra Facoltà ha incontrato sul rapporto docenti/studenti si ripresenteranno il prossimo anno, e le vittime che dovranno sacrificarsi saremo sempre e solo noi studenti, i docenti lo stipendio (bello alto) lo prendono comunque.

Hanno paura del Gulliver?
Questo verrebbe da pensare a seguito del comportamento assunto dalla Facoltà, i CCL (consigli corso di laurea) di Edile – Architettura e di Informatica non si sono riuniti per discutere di numero chiuso, a nostro avviso per non metterci la pulce nell’orecchio, visto che i due CCL menzionati sono quelli in cui Gulliver ha il maggior consenso. Il clima inoltre che ha caratterizzato il CdF ( in cui si è approvato il numero chiuso) era tale da sembrare che "tutti sapevano tutto" tranne noi, diversamente non si spiegherebbe come siamo stati gli unici a opporci. Ci chiediamo a chi giovi questa situazione. Noi studenti, guardando l’attuale modello di società, pensiamo che i titoli di studio conseguiti non ci daranno quelle garanzie di stabilità e sicurezza economica che invece hanno caratterizzato le precedenti generazioni di ingegneri. La dislocazione in sedi decentrate, di molti corsi di Ingegneria, ha già tolto dalla tutela dei rappresentanti un elevato numero di studenti, in molti casi senza diritti, relegati ad una "università di serie B" rispetto alla sede di Ancona (a cui va riconosciuta una situazione in molti casi positiva). Senza spazi studio, senza vita sociale, senza voce. Per uscire da questo vicolo cieco serve il coinvolgimento a livello decisionale degli studenti, diversamente si accentuerà il clima di tensione già presente all’interno della nostra Facoltà. Un primo segno di distensione lo ha fatto il Preside garantendo la riunione della Commissione Paritetica per la Didattica, prima di ogni futuro CdF.

Ma studentoffice??
E chi li ha mai sentiti, non hanno fatto alcun intervento a difesa dei futuri studenti nel CdF incriminato, anzi hanno votato a favore del provvedimento preso. I loro rimarcati apprezzamenti della Riforma Moratti li hanno già invisi a numerosi studenti, la collaborazione, tra liste, che loro spesso auspicano su cosa può essere basata? Ci hanno denigrato quando abbiamo pacificamente contestato l’On. Casini sul sottofinanziamento statale all’Università Italiana ( Inaugurazione Anno Accademico), ci hanno lasciati soli in CdF e in Senato Accademico, quando in entrambe le occasioni hanno votato a favore del numero chiuso. Non hanno battuto ciglio quando in CdF abbiamo chiesto, come rappresentanti degli studenti, maggior partecipazione alle decisioni.

Rimboccarsi le maniche o soccombere!
Non vi è altra strada, tutti gli studenti simpatizzanti del Gulliver devono aiutarci, lasciarci soli in questo momento darebbe una forte mano a chi in Facoltà vuole tapparci la bocca. Partecipate quindi a tutte le iniziative che organizzeremo e soprattutto fatevi vivi per iniziare a creare le future generazioni di rappresentanti. E’ in momenti come questi che si deve prendere coraggio e mettersi a disposizione di chi da 15 anni, da solo, difende i diritti dei più deboli. Questa è la battaglia principe, se ci scolliamo adesso è finita.

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