Il Decreto Mussi ” Blocca Contenziosi” rinvia la sentenza del Tar

3 dicembre 2007 | Categoria: Ateneo, Comunicato Stampa, Prima Pagina

COMUNICATO STAMPA DELL'UNIONE DEGLI UNIVERSITARI

 In 29 Novembre si è tenuta udienza dinanzi al Tar del Lazio, e a seguito dell’emanazione di un penalizzante decreto ministeriale a soli quattro giorni dall’udienza, il collegio giudicante della III bis ha rinviato al fine di consentire l’impugnazione del decreto stesso da parte dell’Udu: l’udienza si svolgerà il 20 dicembre. L’emanazione di un nuovo decreto, che fra l’altro non è ancora stato reso pubblico, e la mancanza di trasparenza riscontrata nell’iter dei lavori della commissione che ha redatto i quesiti ci inducono a pensare che da parte del Miur  manchi ad oggi la volontà di agire nel rispetto dei principi di buona amministrazione.

 

Peraltro una perizia firmata da quattro esperti testimonia che non solo i due quesiti annullati dal ministero siano stati formulati in maniera errata, bensì oltre venti quesiti presentano inesattezze nella formulazione o dubbi sulla possibilità di fornire come risposta corretta una o solo una delle risposte così come previsto dal Ministero. Sempre sul fronte penale sono state portate all’attenzione della Procura della Repubblica ulteriori irregolarità relative ad un concorso di laurea triennale della facoltà di Medicina e Chirurgia di un Ateneo laziale, alla quale sono legati sospetti di manomissioni: i primi 50 elaborati riportano percentuali altissime di correzioni sui quesiti proposti.

In casi particolari si superano addirittura 40 correzioni da cui scaturiscono risposte esatte.

 

Di seguito una lettera esplicativa da parte dell'Avvocato Michele Bonetti

A tutti i non ammessi al corso di laurea in medicina e chirurgia e ai corsi di accesso programmato:

Cari ragazzi,

ieri si è svolta la tanto attesa udienza del ricorso cui avete preso parte, ritengo, dunque, doveroso comunicarVi personalmente che il Tar Lazio ha rinviato l'udienza al 20 dicembre p.v. onde consentirci d'impugnare il decreto emesso dal MIUR e la documentazione sopravvenuta e di origine ministeriale depositata in udienza.

Come noto, infatti, la settimana scorsa il Ministro Mussi ha emanato un decreto che, secondo le sue intenzioni, avrebbe lo scopo di “confermare” gli atti del procedimento relativo alla sottrazione dei due quesiti errati dal novero delle domande utili ai fine del calcolo del punteggio e di “porre fine” ai numerosi contenziosi pendenti dinnanzi ai TAR legittimando la procedura sino ad oggi posta in essere.

Tuttavia questo tentativo, da parte del Ministero, di sanare gli errori commessi relativamente al fatto che le due domande siano state ritirate di fatto ma senza alcun decreto che lo stabilisse (come sapete l'attività della Pubblica Amministrazione deve procedere per atti) non chiude assolutamente la partita ma rende ancor più dura la nostra battaglia per i seguenti motivi:

 1) è davvero dubbio che un decreto ex post possa sanare retroattivamente degli errori… (resta fermo il dato relativo alla somministrazione di un elaborato formulato complessivamente in maniera erronea).

2) il nostro ricorso non si basa solo su i due quisiti errati ma su altri numerosi vizi procedurali e sostanziali; nonché su una articolatissima perizia elaborata da qualificati docenti universitari che contestano numerosi altri quesiti dell' elaborato sottopostoVi e più in generale l'attitudine stessa del test a selezionare i migliori.

3) questa mossa è la prova che temono che tutti i ricorrenti entrino…..e vi assicuriamo che la frase "con questo decreto si pone fine al contenzioso amministrativo" è davvero priva di senso. Un decreto ministeriale non può influire su un potere autonomo quale è quello della Magistratura. In sostanza, l’emanazione di un nuovo decreto, che mira a cambiare in corsa le regole del gioco a soli quattro giorni dalla udienza del ricorso collettivo nazionale, non fermerà l’azione legale dell’UDU diretta su più piani, anche di rilevanza penale.

La battaglia dell’UDU non è finalizzata solo a tutelare principi di buona amministrazione, quali trasparenza, legalità e parità di trattamento nei concorsi di accesso all’università, ma anche e soprattutto principi di libertà individuali, basilari in uno Stato di diritto, ovvero la libertà di autodeterminazione del singolo che si concretizza anche nella libertà di esplicazione e sviluppo della propria personalità, nella libertà di scelta del proprio futuro, dei propri studi e della professione del domani. Aiuti illegittimi, disparità di trattamento, presunte alterazione e manomissioni degli elaborati della prova dell’anno accademico 2007/2008 rappresentano solo una parte degli strumenti attraverso i quali il sistema da anni preserva se stesso. Ciò chiaramente impedisce il libero accesso alle professioni a giovani capaci che potrebbero essere risorse preziose per il Paese, e favorisce un nepotismo e clientelarismo radicato anche nel mondo universitario. La nostra azione è guidata dagli stessi dettami costituzionali che prescrivono ancora testualmente che “la scuola è aperta a tutti” che “l’arte e la scienza sono ancora libere e libere ne è l’insegnamento”, dal cercare di far rispettare ovunque e comunque i principi fondamentali del nostro ordinamento, ma anche i nostri diritti e doveri.

Oggi invece, apprendiamo che i nostri diritti e i principi di legalità e di trasparenza sono stati violati, e che ad esserne veramente lesi non sono i circa 2500 ricorrenti o l’Udu, ma è la stessa società italiana. La prova di medicina 2007 – 2008 ha presentato molte irregolarità e violazioni penali, ed oltre a presentarsi con quesiti errati, mal formulati e in parte sbagliati, vi è stato l’annullamento di due quesiti; i ricorrenti, ed in particolare quelli di formazione scientifica, hanno riflettuto, pensato e risposto su questi due quesiti sbagliati, perdendo e spendendo del tempo in maniera indirettamente proporzionale alla propria preparazione, e in molti casi rispondendo esattamente e non vedendosi attribuire un punteggio utile che avrebbe stravolto gli ingressi e le graduatorie. Sentivo, dunque, il bisogno di comunicare con Voi e, in generale, con tutti i ragazzi non ammessi al corso di laurea in oggetto.

Noi tutti, l’U.d.u., lo scrivente ed i miei collaboratori impugneremo questo ulteriore decreto con lo stesso spirito che fino ad ora ha animato il nostro operato al servizio dell'UDU e di tutti Voi: la certezza che il nostro lavoro permetterà al Paese di avvalersi di medici davvero motivati e competenti. Le previsioni di successo di un'azione legale sono mutevoli e in realtà non prevedibili, ma l’unica cosa certa è che andremo fino in fondo con il massimo impegno, e, consentitemi di dirlo, lasciamo alle Università la logica da quiz dei numeri e diamoci da fare con i fatti. Certo che comprendiate che la impossibilità di parlare a tutti voi individualmente è stata dettata unicamente dalla volontà di concentrarmi al meglio sul lavoro da svolgere e pertanto tramite l’Udu rappresenteremo tutte le novità sul nostro sito mediante formali comunicati.

Vi saluto e mi rimetto al lavoro rimanendo a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.(avvocato@udu.it) Michele.

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