SE NELLE MARCHE VUOI STUDIARE LA BORSA DI STUDIO TI PUOI SCORDARE

15 novembre 2017 | Categoria: Diritto allo Studio, Prima Pagina

L’art. 34 della Costituzione italianaSE NELLE MARCHE ribadisce come gli studenti capaci e meritevoli, anche i meno abbienti e privi mezzi, debbano avere la possibilità di raggiungere i più alti gradi di studi: per questo la Regione, lo Stato e tutti gli enti di riferimento hanno il dovere di rimuovere gli ostacoli che impediscono di completare il proprio percorso formativo. Il Diritto allo Studio (DSU) si realizza attraverso l’assegnazione di borse di studio a tutti coloro che ne hanno bisogno.

L’amministrazione della Regione Marche e i governi nazionali negli ultimi anni hanno posto sempre più ai margini la figura dello studente. Quello che dovrebbe essere considerato come il motore della crescita sociale e economica su cui investire, in realtà non viene valorizzato con dei finanziamenti adeguati a garantire lo svolgimento degli studi e lo sviluppo della conoscenza. A sottolineare questa tendenza, drammatici sono i dati che riguardano l’Italia all’interno della comunità europea. L’Italia investe solo il 7% del PIL per l’istruzione a confronto degli altri stati OCSE che investono in media l’11.3%. Lo stato di sottofinanziamento del sistema educativo incide negativamente sul grado di istruzione e di conseguenza sul benessere economico della popolazione: l’OCSE ha rilevato che popolazione tra i 25 e i 64 anni in possesso di un diploma di laurea percepisce un reddito medio del 56% maggiore a chi ha un diploma di grado superiore e che il nostro è penultimo tra i paesi per numero di laureati.

Le politiche degli ultimi decenni di Governi non hanno mai visto un’inversione di rotta per la valorizzazione dell’istruzione. L’ultima bozza della legge di stabilità prevede un aumento del Fondo Integrativo Statale di appena 10 milioni di euro, a fronte dei 150 milioni necessari solo per eliminare la figura dello studente idoneo ma non beneficiario.

 

Nelle Marche l’approvazione della riforma del 14 febbraio (Riforma dell’ERSU) ha portato all’unificazione delle graduatorie di accesso precedentemente divise per Ateneo. Questa modifica tuttavia non è stata accompagnata da un adeguato finanziamento, infatti i fondi regionali sono sempre insufficienti per soddisfare le necessità degli studenti. Nel bilancio triennale 2017 – 2019 la Regione Marche ha previsto l’investimento di 3 milioni di euro l’anno. La spesa prevista corrisponde al minimo richiesto dal Decreto di ripartizione del Fondo Integrativo Statale, circa il 40% degli 8 milioni erogati dal Ministero alla Regione. Questi non bastano a coprire le borse di studio, l’ERDIS ha calcolato che ci sarebbe la necessità di un ulteriore finanziamento di almeno 4 milioni. Il Ministero ha inoltre erogato alle Marche 2 milioni per il 2016 e 1,4 milioni per il 2017 di fondo per il sisma, comunque non sufficiente e, in ogni caso, straordinario.

Questa carenza di fondi incide direttamente sulle condizioni materiali degli studenti. La qualità dei servizi erogati, quando essi vengono effettivamente erogati, rimane sempre del minimo indispensabile causando enormi disagi. Inoltre con le graduatorie provvisorie dell’anno accademico 2017/2018 non sono state assegnate a tutti gli idonei le quote monetarie necessarie per poter garantire una dignitosa vita all’interno del contesto cittadino e universitario e per lo svolgimento degli studi. Queste vengono viste come accessorie e non essenziali, e sono stati lasciati senza copertura economica oltre il 70% degli studenti beneficiari di borsa.

Mancata erogazione delle quote contanti

Secondo la legge (Dlgs 68/2012) la borsa di studio serve a soddisfare i bisogni essenziali per proseguire gli studi: libri di testo e strumenti didattici, trasporto, mensa, alloggio e accesso alla cultura. Al momento agli studenti idonei alla borsa di studio vengono garantiti solamente il servizio mensa e, a chi ne fa richiesta, il servizio alloggio. Invece di finanziare adeguatamente il DSU la Regione permette che la maggior parte degli studenti idonei alla borsa non riceva la quota monetaria, necessaria a sostenere spese essenziali, rendendo un privilegio per pochi quello che dovrebbe essere un diritto per tutti.

Attualmente l’ERDIS non garantisce la fornitura dei servizi fondamentali per lo studio: Il costo dei libri di testo, soprattutto per i corsi scientifici e giuridici, è decisamente alto; per quanto riguarda i trasporti, tra le diverse sedi di università e di istituti di grado universitario i prezzi sono variabili. Gli abbonamenti annuali possono passare da 100 a 500 euro. Chi è idoneo alla borsa di studio non ha diritto ad accedere all’abbonamento gratuito nella propria sede e deve fare affidamento sulla quota in denaro per poter pagare biglietti e abbonamenti; L’assistenza sanitaria gratuita per gli studenti fuori sede non è attualmente prevista nella Regione Marche. All’interno della maggior parte degli atenei marchigiani il servizio è stato con il tempo sospeso, lasciando migliaia di studenti, per distanza dal luogo di residenza o per mancanza di disponibilità economica, privi di copertura sanitaria. La salute degli studenti viene così messa in secondo piano, non considerata come una priorità delle politiche regionali.

Le   regioni esercitano la competenza esclusiva in materia di diritto allo studio, disciplinando e  attivando  gli interventi  volti  a  rimuovere  gli ostacoli di ordine economico e sociale per il concreto  esercizio  di tale diritto. La mancata erogazione delle quote contanti rappresenta un ostacolo al proseguimento degli studi per i meritevoli ma privi di mezzi, per questo deve essere la Regione Marche ad assumere l’impegno di garantire il diritto allo studio agli studenti delle università e degli altri istituti di grado universitario attraverso:

Il Finanziamento del fondo regionale per le Borse di studio in base al fabbisogno, erogando in questo modo le borse di studio in forma completa agli studenti idonei.

Inoltre la Legge di Stabilità del 2016 (11/12/2017 n.232) stabilisce che la ripartizione del FIS deve essere fatta entro il 30 settembre. Se si verificasse questa eventualità la regione sarebbe in grado di stabilire l’ammontare del fondi per il diritto allo studio già al momento dell’uscita delle graduatorie. In caso contrario i fondi certi basterebbero comunque a coprire la prima rata delle borse. Chiediamo che la regione si impegni a coprire il fabbisogno con i fondi propri, in modo da garantire la borsa di studio agli studenti idonei in graduatoria.

 

Condizione degli studentati

La situazione di reale disagio che vivono gli studenti è peggiorata nel corso degli anni. Le strutture sono fatiscenti sotto il punto di vista strutturale e della gestione. Gli studentati, in particolare quelli di Ancona, sono sempre più considerati ghetti, che solo coloro che non hanno alternative economicamente sostenibili si vedono costretti a dover accettare. La gestione degli enti, forzata dalla mancanza di fondi necessari è incapace di porre rimedio ai continui disservizi. Da una parte la manutenzione ordinaria non viene eseguita puntualmente e regolarmente, dall’altra il personale non è sufficiente a rispondere alle necessità di centinaia di studenti che vivono nelle residenze universitarie. Le strutture, inoltre, non sono adeguate allo scopo di studentato: stanze minuscole, mancanza di spazi comuni e attrezzati fanno sì che gli studentati vengano visti come dormitori invece che veri e propri alloggi per studenti. Nel 2016 sono stati presentati al ministero 11 progetti di costruzione di nuovi alloggi per gli studenti nella regione. Questi, se saranno finanziati, saranno operativi a partire almeno dall’anno accademico 2019/2020.

Per è necessario un intervento immediato sulle strutture attuali, affinché siano riqualificate e rese centro di formazione personale dal quale gli studenti non ne siano respinti ma al contrario attratti attraverso: un piano di manutenzione straordinaria per l’adeguamento delle strutture esistenti; miglioramento dei servizi di manutenzione ordinaria e istituzione di un servizio di pronto intervento per le problematiche quotidiane che gli studenti incontrano.

Riteniamo che, accanto alla residenzialità per i borsisti, l’obiettivo debba essere quello di garantire ad ogni studente la possibilità di poter vivere in maniera comunitaria all’interno degli studentati rendendoli luoghi di aggregazione, secondo principi di qualità e dignità che attualmente sono lontani dall’essere colmati.

Capitolo a parte rappresenta l’edificio del Buompastore ad Ancona, in costruzione da circa 15 anni per il quale l’inizio dei lavori viene regolarmente rinviato nonostante gli ingenti investimenti delle amministrazioni competenti. L’opera deve essere finalmente completata in tempi certi senza lo spreco di ulteriori risorse.


Trasparenza e tempistiche di assegnazione

Negli ultimi 3 anni le tempistiche per l’assegnazione delle borse di studio e dei contributi sostitutivi in denaro sono andate mano a mano allungandosi, lasciando gli studenti in bilico e impedendo loro di partecipare alle lezioni ed iniziare la loro vita universitaria. A fronte di un progressivo anticipo dell’inizio delle lezioni le graduatorie vengono pubblicate con un notevole ritardo. La graduatoria definitiva per le borse di studio verrà pubblicata intorno al 20 novembre. Inoltre le prime rate vengono consegnate solamente nel mese di dicembre. Questo comporta per gli studenti notevoli difficoltà. Essi devono affrontare le spese per l’inizio di un nuovo anno di lezioni con le proprie risorse, o quelle della propria famiglia. A partire dal pagamento della prima rata, fino alle spese per abbonamenti e acquisto del materiale didattico. Situazione ancora peggiore è quella che abbiamo di fronte per gli studenti che non hanno ottenuto l’alloggio ma sono beneficiari del “contributo affitto”. Lezioni e tirocini, iniziano alla fine di settembre ma la graduatoria definitiva per l’alloggio è pubblicata alla fine di ottobre e il contributo viene erogato a dicembre. Ciò significa dover stipulare un contratto di affitto privato, anticipando grosse somme di denaro.

È necessario un intervento su questo fronte, che parta da una maggiore coordinazione tra atenei ed Ente per il Diritto allo studio, affinché siano ottimizzati i tempi per le graduatorie e per l’erogazione dei servizi, permettendo a tutti gli studenti di poter frequentare l’università fin dai primi giorni senza disagi.

 

Ancora lontana è inoltre la piena attuazione della riforma. Siamo distanti dall’uniformità di trattamento ma anche dalla possibilità di usufruire dei servizi indipendentemente dall’ateneo di iscrizione. In particolare nelle sedi distaccate i servizi sono scadenti. Gli sportelli non sono in grado di fornire informazioni certe agli studenti perché appartenenti ad un altro ERSU, nelle città in cui sono presenti sedi distaccate di più atenei. Inoltre l’integrazione dei servizi non è ancora applicata, non permettendo agli studenti di beneficiare di tutti i servizi presenti sul territorio anche se parte del sistema del Diritto allo Studio regionale. È possibile affrontare queste tematiche attraverso il confronto tra ente e rappresentanti degli studenti, da avviare il più presto possibile.

 

Studenti in sede distaccate

Se studiare all’interno della sede principale dell’università risulta sempre più difficile per gli studenti meritevoli ma privi di mezzi, gli iscritti a corsi di laurea dislocati in città distaccate sono costretti a una situazione di ancora maggiore disagio.

La borsa di studio per chiunque sia beneficiario non include infatti alcun servizio : non è previsto il servizio mensa, nè nessuna forma di contributo affitto. Non esistono studentati nè luoghi adibiti a biblioteche, spazi comuni attrezzati, aule studio dove poter vivere l’università come luogo di confronto riducendo drasticamente la qualità degli studi.

Non esiste inoltre, nessuna forma di convenzioni tra università e comune in quelle città : a causa di questo alcuni servizi, come quello dei trasporti, sono totalmente a carico delle studente che anche se beneficiario di borsa di studio e quindi con un reddito non sufficiente a coprire tutte queste spese, si vede costretto ad avere un costo della vita molto elevato.  Questo costringe molti a rinunciare alla possibilità di studiare in queste sedi


Da anni le nostre richieste per il diritto allo studio nelle marche non vengono ascoltate, nonostante la condizione di noi studenti continui a peggiorare, incidendo negativamente sulla qualità e la quantità dei servizi offerti dagli atenei. Questa condizione sta rafforzando il carattere socialmente selettivo dell’università, sempre meno accessibile a chi è privo di mezzi. Chiediamo alla Regione di aprire un tavolo di confronto in cui discutere di una programmazione che porti alla garanzia del Diritto allo Studio nella regione. Chiediamo che ci sia, a partire dall’approvazione del bilancio preventivo e triennale 2018, un cambio di rotta in questo senso e che finalmente venga considerata l’educazione come una priorità e un investimento per il futuro.

ALLEGATI

Eventi:

PRESIDIO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO 17 Novembre 2017
 

Comunicati Stampa DSU:

– PUBBLICATE LE GRADUATORIE DEFINITIVE – GRANDE VITTORIA, QUOTA CONTANTE ASSEGNATA A TUTTI

17 NOVEMBRE GIORNATA MONDIALE DELLO STUDENTE – PRESIDIO IN REGIONE E INCONTRO TRA STUDENTI REGIONE MARCHE

17 NOVEMBRE GIORNATA MONDIALE DELLO STUDENTE: UNIVERSITARI IN PRESIDIO IN REGIONE CONTRO IL SOTTOFINANZIAMENTO DEL DIRITTO ALLO STUDIO.

COMUNICATO STAMPA GULLIVER – SINISTRA UNIVERSITARIA E OFFICINA UNIVERSITARIA MACERATA “CONTINUANO LE PROTESTE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARIA CONTRO LA REGIONE MARCHE”

“DIRITTO ALLO STUDIO – MARCHE: SOTTOFINANZIAMENTO DELLE BORSE DI STUDIO.PROTESTE DEGLI STUDENTI CONTRO LA REGIONE.”

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