Un nuovo pericolo per l’Università

11 luglio 2008 | Categoria: Prima Pagina

Fin da subito il nuovo governo ha voluto continuare il macabro lavoro di smantellamento del mondo del sapere iniziato dalle precedenti legislature.

Infatti, tra meno di una settimana, sarà discusso in parlamento il catastrofico progetto di Tremonti.

Il Decreto-Legge n.112, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 Giugno, prevede, tra l'altro, la possibilità per gli Atenei di diventare fondazioni universitarie, oltrechè un turnover tra pensionamenti e assunzioni del corpo docenti pari al 25% per i primi tre anni (ogni 5 docenti che vanno in pensione se ne assume uno)  e pari al 50% nell'andare avanti. Sempre in tale decreto-legge è contenuto un progressivo taglio ai Fondi di Finanziamento Ordinario agli Atenei per un ammontare complessivo di 1 miliardo e mezzo di euro dal 2009 al 2013, tale da far pensare che si voglia costringere gli Atenei a rivolgersi ai privati per andare avanti.

Questo significa che se le cose non cambieranno avremo da qui a tre anni Fondazioni private che sostituiscono gli Atenei con aumenti indiscriminati della contribuzione studentesca, numero chiuso nella stragrande maggioranza delle Facoltà, perchè diminuisce il rapporto che lega il numero dei docenti agli studenti; rapporto determinante per la scelta del numero chiuso come strumento di limitazione degli accessi, senza considerare tutto quello che deriva da un passaggio da pubblico a privato in un settore così delicato come quello della formazione e della conoscenza.

Tutto questo si va ad aggiungere alla già precaria situazione in cui versa l'Università italiana. 

Se i lavori parlamentari atti a convertire il DL in Legge riusciranno a cancellare queste parti riguardanti l'Università che sono aberranti, non potremo far finta che non sarà successo nulla ma dovremo discutere tutti sulla necessità del carattere pubblico dell'Università italiana, ma se invece il panorama prospettatoci dovesse rimanere tale all'indomani della discussione parlamentare saremo, come sempre, pronti a rimboccarci le maniche per continuare a credere e a difendere un'Università LIBERA, PUBBLICA E DI QUALITÀ!

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